lunedì 14 febbraio 2022

Torneo di Saga età delle crociate a Cornaredo

 Giornata di dadi e soldatini con nuovi e "vecchi" avversari.


Il tendone con il campo da basket in cui abbiamo giocato. 7 tavoli per Saga e una quindicina per il concomitante torneo di Flames of war.

Avendo organizzato il torneo in contemporanea alle olimpiadi invernali di Pechino, abbiamo pensato bene di entrare in tema e conseguentemente mantenuto una temperatura media da palazzetto del ghiaccio.

Età delle crociate. Mi presento come sarracino, per difendere a sciabola tratta l'Unica e Vera Fede.

Prima partita contro l'astuto e perfido bizantino, che avrà la meglio contro i Martiri della Vera Fede, che come compenso per la prematura morte otterranno 3 o 4 dozzine di vergini nell'aldilà.


Nel frattempo ci si mena ovunque e comunque.







Nella seconda partita incontro un pagano idolatra (popoli pagani) e sarà la partita più anomala della mia carriera di giocatore di Saga. Lo scenario prevede che sia io a fare il terreno, decido per un terreno il più possibile spoglio per evitare che il pagano idolatra (che l'Unico e Vero Iddio lo strafulmini) usi le sue abilità da terreno. Conseguentemente il pagano idolatra (sempre sia maledetto) si schiererà in "arrocco" in un angolo del terreno di gioco. Entrambi abbiamo unità da tiro: io leve con arco e guerrieri a cavallo con arco composto, lui guerrieri appiedati con arco e guardie a cavallo con giavellotto. Ci scambiamo tiri per un paio di turni finchè lui non esce in carica con le guardie uccidendo il mio comandante, facendo così finire la partita al secondo turno (opzione dovuta alla carta "regicidio"). Visto che non ci siamo fatti troppe perdite a vicenda, la partita finirà in un pareggio e in un sacco di tempo libero per fotografare le altre partite che andranno avanti almeno per un'altra ora.



Veduta dello schieramento prima del secondo e ultimo turno del pagano idolatra (che possa bruciare nell'inferno degli infedeli).

Altre foto del torneo:






Non ho foto della mia terza e ultima partita (e unica vittoria) contro i cani franchi infedeli, venuti dal mare a calpestare il Sacro suolo di Palestina. Che vi possano giacere insepolti!

Una scatola contenente metalliche e teutoniche scarpe, utili per schiacciare la boria del contadino servo della gleba:


Qualche immagine del torneo di Flames of war. Ne avevo fatte altre ma sono venute sfuocate. Evidentemente il mio è un cellulare medievale:




C'era anche un bello scenario con miniature moderne che rappresentava (credo) uno scontro tra russi e miliziani di non so quale formazione:










martedì 26 ottobre 2021

Ritorno a Cinciti

Dopo qualche tempo (14 anni 😅) torno su un’ambientazione urbana contemporanea, ovvero le vicissitudini rigorosamente criminali degli abitanti di Cinciti. Chi non avesse mai sentito parlare di Cinciti, sappia che è stato il frutto di un celebre imprenditore che volle creare, dal nulla, una città dei divertimenti. Vi costruì casinò, teatri, impianti sportivi e tutto quanto potesse attirare frotte di turisti. Cinciti ebbe un inizio promettente, ma non seppe mantenere le aspettative: gli alberghi cominciarono a svuotarsi e i lotti edificabili a restare invenduti. Sembrava che dovesse trasformarsi in una città fantasma, ma misteriosamente il suo destino virò. Cominciò infatti a essere meta di una umanità marginale, spesso disperata: piccoli delinquenti, prostitute, immigrati clandestini, affaristi senza scrupoli. Nel giro di qualche tempo Cinciti tornò a essere animata. Come si può ben immaginare, oltre alle persone arrivarono anche i problemi: il tasso di delinquenza della città divenne improvvisamente altissimo e le autorità dovettero correre ai ripari, potenziandone le forze dell’ordine. In sostanza, Cinciti era passata da essere la città dei divertimenti a essere la città del peccato (come dicevano gli abitanti stessi, mentre quelli dei Comuni vicini preferivano dire: "peccato che sia una città!"). Col tempo cominciarono a consolidarsi alcuni clan criminali, che gestivano particolare settori del business malavitoso, oltre ai necessari servizi urbani. Gli scontri tra questi clan, e tra questi e la polizia divennero all'ordine del giorno. Proprio uno di questi sanguinosi giorni intendiamo rappresentare con il primo scenario sotto riportato.

Era l’estate del 2007 quando giocammo alcuni scenari utilizzando le mie appena dipinte miniature di gangster e poliziotti contemporanei. Le immagini di una di quelle partite si possono trovare qui.

Da allora si è mosso qualcosa: la città è stata ribattezzata, una ventina di nuove miniature sono state dipinte, mi sono procurato un nuovo tappetino da gioco e anche un nuovo regolamento da provare: 7TV seconda edizione.


La partita vedrà lo scontro tra la gang dei gangiani e un reparto di polizia del Commissariato di Via Balestrona.

Per chi non conoscesse i Gangiani, sono abitanti dell'isola caraibica di Gangia, immigrati su delle carrette del mare. Considerata la lunghezza e la pericolosità della traversata, i gangiani che sono sopravvissuti sono tutti di eccezionale vigore fisico e pieni di risorse di tutti i tipi. Caratteristica della cultura gangiana è una particolare religione. Infatti i gangiani adorano una strana divinità, avente all'incirca la forma di un piatto di spaghetti volanti. Conseguentemente, per cercare di assomigliare alla loro divinità, i gangiani si pettinano i capelli ad imitazione degli spaghetti. Non è da dimenticare anche l'abbondante uso che fanno, a fini meditativi, rituali e pure terapeutici, di una particolare erba che cresce rigogliosa sulla loro isola.


Questi cinque energumeni sono la mia principale nuova fatica pittorica di questo piccolo progetto. Quattordici anni dopo i loro sodali, anche loro hanno perso lo scintillio metallico. ✌


Gli altri gangster.


Per finire Jerusalem, il capo-santone della banda. Tanto eccentrico quanto pericoloso.

Di seguito un paio di carte descrittive dei personaggi, realizzate con l'applicativo on-line che il produttore rende disponibile.



Il Commissariato di via Balestrona è uno dei diversi presìdi delle forze dell'ordine. Rigorosamente zeppo di poliziotti corrotti, è diretto magistralmente dal Commissario Girolimoni, un duro e abile uomo d'azione, ma non altrettanto capace nel gestire i propri sottoposti, primo fra tutti l'ispettore Callagani, il più celebre poliziotto di Cinciti, i cui grandi successi contro il crimine sono sempre stati sminuiti da colleghi e superiori a causa della mancanza di ortodossia nei metodi usati.

Il commissario Girolimoni al comando di un gruppo della forza di intervento.



L'ispettore Callagani, al comando solo di se stesso, nel bel mezzo di una squadra di poliziotti.

Alcune carte della fazione delle forze dell'ordine.



Con fatica sono anche stati approntati i mazzi di carte necessari al regolamento. Servono soprattutto per inserire un po' di imprevedibilità nel gioco.


Ed ora: lo scontro! 😱

Al commissariato era giunta una soffiata riguardante la consegna di una grossa partita di droga. Il Commissario Girolimoni mobilitò i migliori agenti per l'intervento, compreso Callagani, le cui maniere spicce per una volta sarebbero state consone all'azione da compiere. Azione che ebbe subito successo: trafficanti arrestati e droga sequestrata. Le varie unità della polizia coinvolte stavano per rientrare soddisfatte ciascuna ai propri mezzi di trasporto, alcuni avevano già lasciato la zona delle operazioni, quando improvvisamente alcune raffiche risuonarono minacciose...





Chiudo con un'immagine in "notturna" per dare un po' di pathos e per mostrare le mie grandi doti di fotografo.

A presto (forse) per il resoconto della partita.


venerdì 17 settembre 2021

Marte: codice Aurora. Primo test.

 Prima partita di prova al regolamento Mars: code Aurora. Regolamento francese che sta riscuotendo un buon successo oltralpe.


E' un regolamento generico, per scontri tra bande di una dozzina di pezzi, che contiene una decina di liste rappresentative di "archetipi" di combattenti. Nel nostro caso lo scontro è avvenuto tra l'Ordine (gente disciplinata e bene armata) contro l'Uguaglianza (gente numerosa e un po' scassa).


I militi dell'Ordine: comandante, 7 fanti di rango 2, un blindato leggero e un fante di rango 3 in scafandro da combattimento.



I combattenti dell'Uguaglianza: comandante, 16 fanti di rango 1 (la regola di fazione stabilisce che sia possibile acquistare due fanti di rango 1 al prezzo di un punto. Risultato: tanti pezzi in più dell'avversario e "sacrificabili" per raggiungere il millenario obiettivo dell'uguaglianza sulla Terra (anzi, su Marte)!

La partita prevedeva come obiettivo principale per l'Ordine la raccolta di pedine obiettivo (6 sparse sul terreno da gioco), come obiettivo secondario far arrivare combattenti nella zona di schieramento avversaria. Come obiettivo principale per l'Uguaglianza, eliminare più punti all'avversario rispetto a quanti persi, come obiettivo secondario uccidere il comandante avversario.

Trattandosi di primo test, ed essendo io (arbitro) l'unico a conoscere (si fa per dire...) le regole, abbiamo evitato di usare gli obiettivi tattici per semplicità.


Lo schieramento è avvenuto secondo lo schema "duello" agli angoli opposti del terreno di gioco.


Schieramento iniziale dell'ordine, con primo scatto in avanti per raggiungere i primi due segnalini obiettivo da raccattare. Il fante in scafandro si piazza all'estrema sinistra, il blindato leggero resta nelle retrovie (?).





Schieramento iniziale dell'uguaglianza, con altrettanto iniziale scatto in avanti per andare a menare le mani (siam mica qui per pettinare le bambole!).


Vista zenitale dell'angolo dell'Ordine. I segnalini con Terminator sono i "droni" (di cui non ho al momento adeguate miniature) che sono dei pacificatori, nel senso che non è consentito sparare entro 10 cm da un drone. Naturalmente ci sono regole parzialmente automatiche che ne governano i movimenti.




Le truppe dell'uguaglianza si lanciano in avanti con sprezzo della propria vita, per salvare gli oppressi e per schiacciare gli oppressori!




I fanti dell'Ordine cercano di salvarsi sparando all'impazzata (in realtà dopo un inizio positivo hanno cominciato a buscarle e basta).





Il tiro funziona più o meno così: si aggiunge al valore di combattimento dell'unità il valore di fuoco dell'arma e si toglie il valore di resistenza dell'unità bersaglio (più o meno gli altri bonus come la copertura). Il risultato è il NUMERO di dadi da tirare. I dadi hanno un 50 per cento di possibilità di successo. Il numero di successi equivale ai punti di vita persi dal bersaglio. Tutte le unità partono con 6 punti di vita (i dadi che in alcuni casi si vedono vicino alle miniature indicano i punti di vita rimanenti).



L'Uguaglianza comincia ad avere la meglio, l'Ordine decide di usare la propria riserva (il blindato leggero) per abbozzare un contrattacco.


Mentre il fante in scafandro da combattimento, particolarmente difficile da distruggere, dopo avere iniziando brasando il cecchino nemico, rimane a distanza influendo poco sul combattimento.



Anche l'Uguaglianza decide di usare il proprio pezzo forte: un ciccio... un blindato con due lancia razzi che si sposta verso il centro per fare un paio di ultimi attacchi.

Al termine della partita, l'Uguaglianza avrà raggiunto entrambi i propri obiettivi (palese e segreto), mentre l'ordine, avendo raccolto solo 2 obiettivi su 6 deve sperare in un colpo di fortuna di dado (che non ci sarà) e di conseguenza sarà l'Uguaglianza a fare il punto di "contromissione" avendo l'Ordine fallito il proprio obiettivo. In conclusione: grande vittoria del Popolo unito (jamàs serà vencido!).

Conclusione: regolamento veloce e divertente (i due giocatori sono partiti da zero e in breve tempo gestivano quasi tutto in autonomia). Essendo un gioco con attivazioni in funzione delle carte pescate dal mazzo, la fortuna ha un discreto peso in alcune situazioni. Sicuramente da riprovare utilizzando anche alcune possibilità che per ora abbiamo bellamente ignorato (come le attivazioni in reazione).